Cooperazione internazionale

Interventi di assistenza sanitaria

Programma assistenziale a favore di persone straniere e progetti solidaristici di accoglienza e assistenza sanitaria a favore di bambini provenienti dai campi profughi Saharawi e dalle zone contaminate dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, Bielorussia e Ucraina

La Regione Emilia-Romagna da diversi anni porta avanti interventi di assistenza sanitaria a beneficio di cittadini di altri Paesi attraverso specifici atti di programmazione, frutto di un percorso di consultazione e concertazione con l’insieme dei soggetti operanti nell’ambito della solidarietà e della cooperazione internazionale presenti sul territorio regionale, in una logica di sussidiarietà che valorizzi  le competenze ed esperienze sviluppate da enti locali, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e organizzazioni non governative, oltre a quelle riconducibili alla rete dei servizi del Servizio sanitario regionale.

La rilevanza e l’importanza attribuita alla cooperazione sanitaria consente di garantire l’accesso alle cure sanitarie prioritariamente a bambini provenienti da determinate aree geografiche, nello spirito di valori solidaristici che costituiscono i principi di fondo del sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna. Vengono quindi predisposti Programmi e Progetti specifici che prevedono interventi mirati e coordinati; in particolare, il Programma assistenziale a favore di persone straniere (previsto dall’articolo 32 della legge regionale n.449 del 97) e i Progetti solidaristici di accoglienza e assistenza primaria a favore di bambini dei popoli Saharawi e di Chernobyl.

Programma assistenziale a favore di persone straniere

La legge regionale n.449 del 1997 prevede la possibilità che le Regioni, d’intesa con il Ministero della Salute, autorizzino le Aziende sanitarie con i Programmi assistenziali ad erogare prestazioni di alta specializzazione a favore di:

  • cittadini provenienti da Paesi extracomunitari nei quali non esistono o non sono facilmente accessibili competenze medico-specialistiche per il trattamento di specifiche gravi patologie e con i quali non sono in vigore accordi di reciprocità relativi all’assistenza sanitaria;
  • cittadini provenienti da Paesi la cui particolare condizione contingente non rende attuabili, per ragioni politiche, militari, o di altra natura, gli accordi in vigore per l’erogazione dell’assistenza sanitaria da parte del Servizio sanitario nazionale.

In particolare, gli interventi umanitari prevedono di:

  • garantire prioritariamente interventi in favore di soggetti stranieri in età pediatrica per interventi mirati a quelle patologie non adeguatamente trattabili nei paesi di provenienza dei cittadini interessati;
  • definire i criteri per regolare l'accesso degli utenti alle prestazioni, prevedendo l'intervento di istituzioni, organismi e/o associazioni a scopo non lucrativo operanti a livello internazionale, nazionale o locale, di provata affidabilità, o di strutture sanitarie pubbliche del paese terzo, d'intesa con la sede diplomatica, o consolare, dello Stato italiano ivi presente;
  • verificare l'attivazione di servizi di supporto all'assistenza sanitaria per quanto riguarda in particolare l'organizzazione del soggiorno dei minori assistiti e del loro familiare o dell’accompagnatore, ed il rientro nei Paesi di origine, da parte di organizzazioni di volontariato operanti nell’ambito del territorio della Regione Emilia-Romagna.

La presa in carico da parte delle strutture pubbliche del sistema sanitario regionale intende assicurare la continuità terapeutica e regolare l’accesso degli utenti alle prestazioni tramite istituzioni e organismi operanti a livello internazionale, nazionale o locale di provata affidabilità, o di strutture sanitarie pubbliche del Paese terzo, e associazioni non a scopo di lucro operanti nel territorio dell’Emilia-Romagna.

Ogni segnalazione è corredata da:

  • relazione clinica sulle condizioni del paziente predisposta da una struttura ospedaliera pubblica del sistema sanitario regionale o del Paese di provenienza
  • dichiarazione delle associazioni di volontariato operanti nel territorio della regione Emilia-Romagna, per l’attivazione di servizi di supporto all’assistenza sanitaria: il trasferimento in Italia, l’organizzazione del soggiorno del paziente e, nel caso di minori, del familiare o dell’accompagnatore, e il rientro nel Paese d’origine a conclusione della prestazione sanitaria.

La presa in carico dalle strutture pubbliche del sistema sanitario regionale è trasmessa alla Regione dalla Direzione generale dell’azienda sanitaria o dell’Istituto ortopedico Rizzoli. Il Programma ha una valenza intersettoriale e si avvale di un gruppo di lavoro inter-direzionale.

Gli interventi hanno riguardato prevalentemente, nel corso degli anni, cardiochirurgia, chirurgia pediatrica e ortopedica, forme tumorali, oncoematologia, nefrologia, neurochirurgia, audiologia, chirurgia plastica ricostruttiva, ustioni.

La priorità degli interventi viene riservata ai bambini, soggetti maggiormente vulnerabili delle società di provenienza.

Dal 1996 sono inoltre attivi progetti solidaristici di accoglienza e assistenza sanitaria a favore di bambini provenienti dai campi profughi Saharawi e dalle zone contaminate dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, in Bielorussia e Ucraina.

Per i bambini bielorussi provenienti dalle aree contaminate dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl è prevista l’accoglienza presso famiglie della regione - prevalentemente durante il periodo estivo. Al fine di controllare lo stato di salute di questi bambini, viene loro attribuito il pediatra di libera scelta e la tessera regionale di iscrizione al servizio sanitario regionale per l'accertamento di patologie conseguenti all’esposizione alle radiazioni o al contatto con sostanze contaminate. La tessera sanitaria viene attribuita anche ai loro accompagnatori.

Per i bambini Saharawi ospiti delle associazioni di volontariato, degli enti locali e delle famiglie emiliano-romagnole (Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Reggio Emilia e Rimini) sono previsti controlli sanitari e visite specialistiche su indicazione del pediatra di libera scelta che viene loro attribuito. Ai bambini e agli accompagnatori viene anche consegnata la tessera sanitaria regionale.

Qualora i bambini provenienti da queste zone siano affetti da gravi malattie, è prevista l’erogazione di interventi sanitari nell’ambito del Programma assistenziale a carattere umanitario a favore di cittadini stranieri.

I dati del 2018

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Ai minori di 14 anni ospitati vanno aggiunti altri 33 pazienti maggiori di 14 anni, in larga parte minorenni.

Per approfondire

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pubblicato il 2020/05/07 11:55:00 GMT+2 ultima modifica 2020-06-03T12:11:53+02:00

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