Cooperazione internazionale

Festival etiope a Bologna e Festival delle culture a Ravenna

Da venerdì 2 a domenica 4 luglio in programma tanti incontri, performance e musica all'insegna dell'integrazione

All'inizio di luglio in regione si terranno due festival sulle culture e l'integrazione.

A Bologna, sabato 3 e domenica 4 luglio torna il Festival Zighinì, con due serate che ruotano intorno al progetto di cooperazione internazionale “Yesira-Lavoro dignitoso e inclusivo nelle filiere agricole etiopi”, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e promosso da Iscos Emilia-Romagna Onlus e Cefa Onlus, insieme ad Arca di Noè società cooperativa.

Il progetto è improntato al miglioramento delle condizioni economiche, di lavoro e di vita di agricoltori e lavoratori del settore agro-trasformativo etiope. Le attività promosse mirano ad incrementare l’efficienza delle pratiche agricole con l'obiettivo di promuovere il lavoro dignitoso in tutte le sue forme e il dialogo sociale tra le parti.

Zighinì vuole essere uno strumento di condivisione che pone al centro l'incontro tra due culture, due comunità, quella etiope/eritrea e quella italiana. Il Festival vuole generare consapevolezza sui temi legati alla migrazione e alla promozione del concetto di consumo critico. Le due serate metteranno in evidenza i nessi tra povertà, mancanza di sicurezza alimentare e fenomeni migratori, nonché il tema del diritto ad avere un lavoro dignitoso. Il tutto accompagnato da cibo, musica, proiezioni, balli tradizionali e spazi di sensibilizzazione e di informazione.

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Negli stessi giorni, a Ravenna, si terrà la XIV edizione del Festival delle culture, dal titolo «Una storia che parla di noi», che sarà dedicato al tema dell'identità.

Il programma, che si svilupperà il 2, 3 e 4 luglio tra le Artificerie Almagià e la Darsena, sarà all'insegna di incontri, attività, cucine del mondo, spettacoli e concerti.

Fra i dibattiti, la sera del 2 luglio alle 20.45 è in calendario «Non è un paese per vecchi» su identità, giovani ed arte: ospiti Djarah Kan, Tommy Kuti, Boban Pesov e l'assessora all'Immigrazione Valentina Morigi. Alle 20.45 del 3 luglio Marco Aime, antropologo, con «Identità: un cantiere sempre aperto».  Il 4 luglio, sempre alle 20.45, sarà la volta di «L'Italia chiamò» su identità, lavoro e sport: parteciperanno Soumaila Diawara, Adrian Fartade, Danielle Frederique Madam e il sindaco Michele De Pascale. 

Fra le componenti del festivale sarà centrale anche la musica: al microfono, il rap di Il lato boscuro della costa e di Tommy Kuti (2 luglio, ore 22.15), il polistrumentista Elhzo (3 luglio, ore 22.15) e i Kola Beat, un progetto che vede giovani talenti uniti nella passione per la musica africana (4 luglio, ore 22.30).

L'edizione di quest'anno del Festival sarà anche un'occasione per parlare dell'Albo delle famiglie accoglienti (2 luglio, ore 18.15), un'iniziativa del Comune di Ravenna raccontata anche nella mostra «Prisma. I volti dell'accoglienza», così come per il primo incontro del giornale interculturale della città «Parola aperta» (3 luglio) e per l'assemblea costitutiva di Riti, la Rete interculturale sui temi dell'immigrazione (4 luglio). Il 2 e 4 luglio, all'Almagià verranno consegnati i premi Intercultura Città di Ravenna.

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pubblicato il 2021/06/18 13:15:00 GMT+2 ultima modifica 2021-06-18T13:19:38+02:00

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