Discorso di Denis Mukwege, premio Nobel per la pace 2018

Denis Mukwege è ormai noto in tutto il mondo. Ha studiato medicina prima in Burundi, poi in Francia specializzandosi in ginecologia e ostetricia. Rientrato in patria, ha fondato nel 1998 a Bukavu il "Panzi Hospital", per la cura delle donne vittime di stupro, una vera piaga nel suo Paese. Oltre 40 mila le ragazze e le donne congolesi da lui curate, finora. È considerato il massimo esperto mondiale nella riparazione dei danni fisici e psicologici causati dalle violenze di tipo sessuale. Per la sua battaglia in difesa dei diritti umani, nel 2014 è stato insignito dal Parlamento europeo del Premio Sakharov e nel 2018 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. Questo è un estratto del suo discoso alla cerimonia di premiazione dei Nobel.

"Mi chiamo Denis Mukwege. Vengo da uno dei paesi più ricchi del pianeta. Eppure il popolo del mio paese è tra i più poveri del mondo.

La realtà preoccupante è che l'abbondanza delle nostre risorse naturali - oro, coltan, cobalto e altri minerali strategici - è la causa alla radice della guerra, della violenza estrema e della povertà nella Repubblica democratica del Congo.

Amiamo le belle macchine, i gioielli e i gadget. Anch'io ho uno smartphone. Questi articoli contengono minerali che provengono dal nostro Paese. Spesso estratti in condizioni disumane da bambini, vittime di intimidazioni e violenze sessuali.

Quando guidi la tua auto elettrica; quando usi il tuo smartphone o ammiri i tuoi gioielli, prenditi un minuto per riflettere sul costo umano della produzione di questi oggetti.

In quanto consumatori, insistiamo almeno sul fatto che questi prodotti siano fabbricati nel rispetto della dignità umana.

Chiudere gli occhi su questa tragedia è complicità.

Non sono solo i responsabili della violenza a essere responsabili dei loro crimini, ma anche quelli che scelgono di guardare dall'altra parte.

Il mio Paese viene sistematicamente saccheggiato con la complicità delle persone che affermano di essere i nostri leader. Saccheggiato per il loro potere, la loro ricchezza e la loro gloria. Saccheggiato a spese di milioni di uomini, donne e bambini innocenti abbandonati in estrema povertà. Mentre i profitti dei nostri minerali finiscono nelle tasche di un'oligarchia predatrice.

Per venti anni, giorno dopo giorno, all'ospedale di Panzi, ho visto le strazianti conseguenze della cattiva gestione del Paese.

Neonati, ragazze, giovani donne, madri, nonne e anche uomini e ragazzi, crudelmente stuprati, spesso pubblicamente e collettivamente, inserendo oggetti di plastica o taglienti nei loro genitali.

Vi risparmio i dettagli.

Il popolo congolese è stato umiliato, maltrattato e massacrato per più di due decenni sotto gli occhi  della comunità internazionale.

Oggi, grazie alle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione, nessuno può dire: 'Non lo sapevo'.

Con questo premio Nobel della pace chiamo il mondo ad essere testimone e vi esorto ad aggiungervi a noi per mettere fine a questa sofferenza che rende vergogna alla nostra umanità comune.

Gli abitanti del mio paese hanno disperatamente bisogno di pace.

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pubblicato il 2019/05/27 15:05:00 GMT+2 ultima modifica 2019-05-31T10:29:03+02:00

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