Pace e cittadinanza globale

La Fondazione Scuola di pace di Monte Sole

La Regione contribuisce alla realizzazione di iniziative e progetti che promuovono il rispetto dei diritti umani e la gestione non violenta dei conflitti

Con la legge regionale n°4 del 2014 (inserimento dell’articolo 5 bis nella legge regionale 13 novembre 2001, n. 35) viene riconosciuto alla Fondazione Scuola di pace di Monte Sole un contributo annuale, il cui importo viene stabilito nell'ambito delle disponibilità di bilancio, per sostenere iniziative e progetti che promuovano il rispetto dei diritti umani e la gestione non violenta dei conflitti.

Monte Sole è un triangolo di colline a pochi chilometri a sud di Bologna, sull’Appennino tosco-emiliano, tra le valli del fiume Reno e del torrente Setta. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, quando il fronte della guerra era già vicinissimo, il luogo fu teatro di un massacro di civili ad opera di soldati nazisti, con l’aiuto di fascisti italiani. La strage, nota come strage di Marzabotto, non fu una rappresaglia conseguente alle azioni della brigata partigiana “Stella Rossa”, ma fu il risultato di un’operazione militare studiata a tavolino e finalizzata al massacro. Furono uccise 770 persone, soprattutto donne, vecchi e bambini.

La Fondazione Scuola di pace di Monte Sole ha sede legale, direzione e struttura operativa nel Parco storico di Monte Sole e ha lo scopo di promuovere iniziative di formazione ed educazione alla pace e alla trasformazione non violenta dei conflitti, al rispetto dei diritti umani per la convivenza pacifica tra popoli e culture diverse per una società senza xenofobia e razzismo e ogni altra violenza verso la persona e il suo ambiente.

La Scuola di Monte Sole ha la missione di educare ad una cultura di pace: un percorso lungo e complesso dove si intrecciano le memorie del passato ed uno sforzo costante di rielaborarle, a partire dalla consapevolezza di sé, dal riconoscimento dei propri limiti e delle proprie responsabilità per riflettere sulle responsabilità altrui, sui meccanismi e sui percorsi che permettono l’emergere e il consolidarsi della cultura della violenza e della sopraffazione.

Le attività

L’attività di educazione alla pace comincia sempre, a Monte Sole, dal dialogo tra uomini e donne, ragazze e ragazzi, con le loro vite, emozioni, desideri, idee, opinioni, visioni del mondo, mantenendo viva l’attenzione per le differenze di genere, generazione, cultura, etnia, nazione, classe.

A partire dalla riflessione storiografica intorno ai fatti della strage e alla conoscenza dei meccanismi con cui si genera la violenza, con il contributo dei testimoni di allora e la memoria conservata dagli stessi luoghi, si sviluppano le attività della Scuola:

  • Esperienze educative e formative personalizzate rivolte agli/alle studenti e agli/lle insegnanti delle scuole regionali e nazionali. Laboratori interattivi, anche residenziali, di riflessione attorno alla domanda: "come può Monte Sole parlare al presente?" Passare dallo spesso retorico "mai più" al chiedersi incessantemente "Perché ancora?", "Come è stato ed è possibile?", "E oggi nella vita di tutti i giorni esistono gli stessi meccanismi?".
  • Campi internazionali residenziali (in Italia e all’estero). Esperienze educative per consentire e favorire un confronto e un dialogo tra giovani lontani e diversi, in situazioni di conflitto o postconflitto e/o alle prese con la costruzione del loro futuro spazio di convivenza.
  • Ricerca. La Scuola di pace è da sempre impegnata in progetti di ricerca di storia orale sull’elaborazione delle memorie (poetiche e politiche del ricordo) come quello che ha portato alla produzione del documentario “Quello che abbiam passato. Memorie di Monte Sole”.
  • Ospitalità. Scuola di pace significa anche gestione di uno spazio democratico di incontro tra enti, associazioni e persone interessate alla promozione della pace: ospitalità anche per più giorni per tutti i gruppi della società civile che vogliono condividere un pezzo della loro strada e delle loro riflessioni con noi.

Gli obiettivi generali

  • Consolidare una metodologia di intervento sui temi dell’educazione alla pace rivolta sia a giovani, sia ad adulti, che valorizzi il rapporto memoria/costruzione di una cultura di pace
  • Promuovere il riconoscimento reciproco, il dialogo, il confronto democratico attraverso la riflessione e la pratica della riconciliazione in contesti di conflitto
  • Contrastare la diffusione di comportamenti xenofobi e razzisti
  • Consolidare la rete di rapporti internazionali avviati nel corso degli ultimi anni per confrontare, con altri che ne abbiano fatto esperienza, teorie e buone pratiche di pace
  • Promuovere con i partner internazionali iniziative comuni e diffonderne i risultati

Per approfondire

Azioni sul documento

pubblicato il 2019/10/29 15:36:25 GMT+2 ultima modifica 2019-10-29T15:36:25+02:00

valuta sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina