Programmi a gestione diretta Ue

HelpSoil

Helping enhanced soil functions and adaptation to climate change by sustainable conservation agriculture techniques

Obiettivi e descrizione del progetto

Il progetto "HelpSoil - Migliorare i suoli e l’adattamento al cambiamento climatico attraverso sostenibili tecniche di agricoltura conservativa" si è proposto di testare e dimostrare soluzioni e tecniche innovative di gestione dei terreni agricoli, che migliorano la funzionalità dei suoli contribuendo alla resilienza e all’adattamento dei sistemi territoriali nei confronti degli impatti del cambiamento climatico. Le azioni progettuali hanno interessato la pianura padano-veneta (46.000 km² circa di superficie, bagnata dal Po e dai suoi affluenti, da Adige, Brenta, Piave, Tagliamento, Reno e dai fiumi della Romagna) e le limitrofe aree collinari del margine appenninico e alpino.

HelpSoil ha evidenziato come, pur in presenza di rilevanti differenze ambientali– tipi di suoli, condizioni climatiche e morfologiche – e aziendali – ordinamenti colturali, presenza di zootecnia o meno, diversi sistemi di irrigazione – sia possibile l’adozione dell’agricoltura conservativa e come questa possa dare risposte positive sia sotto il profilo agronomico-economico che ambientale. Il passaggio del sistema colturale dalla gestione tradizionale a quella conservativa richiede tempo, adattamento alle specifiche condizioni locali e costringe a ripensare complessivamente l’organizzazione e le strategie aziendali. Necessita, inoltre, di assistenza tecnica e di concrete, efficaci opportunità di scambio di informazioni ed esperienze tra agricoltori e tecnici.

Programma di riferimento

Programma LIFE per l’ambiente e il clima – sottoprogramma "azione per il clima". Il progetto è stato selezionato tra i Best LIFE projects.

Attività realizzate

Nelle 20 aziende dimostrative localizzate nelle Regioni dell’Italia settentrionale (Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte) sono state attuate contemporaneamente le seguenti pratiche agricole: avvicendamenti colturali, con incremento e diversificazione delle specie coltivate; riduzione delle lavorazioni, con l’adozione di pratiche di "no tillage" o "minimum tillage"; copertura permanente del suolo, con residui colturali e "cover crop" (colture di copertura).

Le azioni realizzate:

  • Azioni preparatorie finalizzate alla descrizione delle minacce per i suoli e delle problematiche ambientali, a individuare le aziende dimostrative e a caratterizzarne gli ordinamenti produttivi e i suoli. I risultati finali delle esperienze fatte nel progetto sono stati raccolti in "Linee guida", al fine di sostenere strategie di protezione dei suoli adattate alle varie situazioni pedo-climatiche e tipologia di aziende agricole;
  • Azioni di implementazione destinate ad attuare nelle aziende dimostrative piani di gestione dei terreni innovativi e migliorativi, da comparare con la situazione corrente;
  • Azioni di monitoraggio finalizzate a rilevare i dati agronomici, tecnico-gestionali, di funzionalità dei suoli e relativi alle prestazioni agro-ambientali delle tecniche attuate nelle aziende dimostrative (irrigazione, fertilizzazione, difesa fitosanitaria, controllo dell’erosione). I dati acquisiti sono stati utilizzati per valutare il contributo all’adattamento al cambiamento climatico delle pratiche agricole testate e il loro impatto ambientale e socio-economico;
  • Azioni di divulgazione e comunicazione finalizzate a raggiungere, attraverso un adeguato mix di iniziative (sito internet, giornate e visite in campo, newsletter, seminari e conferenze), un vasto numero e tipo di interlocutori interessati (agricoltori, tecnici pubblici e privati, cittadini, istituzioni);
  • Azioni di gestione e verifica del progetto.

Risultati conseguiti

Le pratiche conservative attuate nelle aziende hanno evidenziato che:

  • i terreni a regime conservativo hanno aumentato il tenore in sostanza organica (+0,05% in media) rispetto a quelli arati e sono caratterizzati da una maggiore attività microbica (sia in termini di biomassa che come attività respiratoria)
  • vi è un’effettiva potenzialità di "sequestrare anidride carbonica" nel suolo, se il ricorso alle "cover crop" è continuo
  • si riducono in ogni caso le emissioni di anidride carbonica dirette, per il minor consumo di combustibili fossili (oltre 50% in meno), e indirette, per la ridotta meccanizzazione necessaria - "l'impronta di carbonio" risulta in media del 15% più bassa
  • l’infiltrazione dell’acqua migliora, aumenta l’acqua disponibile per le colture, i fabbisogni idrici sono più contenuti
  • le "cover crop" hanno un'importanza determinante, anche per la protezione dall’erosione in aree collinari
  • le rese produttive, una volta superato il periodo di transizione successivo al passaggio alle pratiche conservative, possono tornare ad essere analoghe a quelle conseguibili nei regimi convenzionali.

Durata

4 anni, da 01/07/2013 a 30/06/2017 

Partner

Hanno partecipato al progetto: Regione Lombardia (capofila), Regione Piemonte, Regione Veneto, Regione Emilia-Romagna, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF), Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA), Veneto Agricoltura. L’azienda Kuhn-Italia srl ha cofinanziato il progetto.

 

A chi rivolgersi

Direzione generale Agricoltura, caccia e pesca

Responsabile
Giorgio Poggioli
Referenti
Giampaolo Sarno
giampaolo.sarno@regione.emilia-romagna.it
Francesca  Staffilani
francesca.staffilani@regione.emilia-romagna.it

Per approfondire

Sito del progetto

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